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Centro Studi Erickson

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Dal 2005 frequenta momenti formativi del Centro Studi Erickson, con particolare attenzione ai tre giorni dedicati al convegno internazionale sulla “Qualità dell’integrazione scolastica e sociale” che si svolgono a Rimini. Un momento importante per fare il punto su educazione, inclusione e disabilità, con l’obiettivo di confrontarsi e delineare nuovi percorsi e proposte operative.

Nel 2013 e 2015, all’interno del concorso CALL FOR PAPERS, la commissione Scientifica del Centro Studi Erickson (Andrea Canevaro, Dario Ianes, Roberta Caldin) ha selezionato i progetti presentati e ideati dalla sottoscritta come esempio innovativo di buona prassi per l’integrazione e l’inclusione scolastica sociale,  chiarezza dell’elaborato e delle finalità raggiunte, replicabilità dell’esperienza in altri contesti.

I progetti sono stati presentati a Rimini, alla 9a e 10a Edizione del Convegno Internazionale della Qualità ed Integrazione Scolastica e Sociale:
    •    “DI STORIA IN STORIA, DI CASA IN CASA” – Progetto di integrazione itinerante” (novembre 2013)
    •    “LA CULTURA PRENDE POSTO – Progetto integrato con il territorio per riaccendere il desiderio dell’incontro” (novembre 2015)

La cultura prende posto

La cultura prende posto

Sabato 14 Novembre 2015, ho presentato al 10° Convegno Internazionale “La Qualità dell’Integrazione Scolastica e Sociale” organizzato dal Centro Studi Erickson a Rimini, il progetto “LA CULTURA PRENDE POSTO Progetto integrato con il territorio per riaccendere il desiderio dell’incontro”.

Il progetto è stato selezionato all’interno del concorso CALL FOR PAPERS, dalla Commissione Scientifica del Centro Studi Erickson come esempio innovativo di buona prassi per l’integrazione e l’inclusione scolastica sociale, chiarezza dell’elaborato e delle finalità raggiunte, replicabilità dell’esperienza in altri contesti.

Il progetto è stato sviluppato in partnership e all’interno dello Shopping Center La Filanda, Centro Commerciale di Faenza (RA), a marchio Conad.

Conad, attraverso questo progetto, ha accettato di dare uno spazio alla cultura, cultura come incontro con l’Altro, incontro con i saperi, con il diverso e considerarlo una ricchezza per la comunità. L’idea, fin dall’inizio è stata quella di offrire uno spazio controcorrente, dove i bambini non venissero “abbandonati” dai genitori, ma uno spazio dove stare e fare insieme, riabilitare il dialogo, l’incontro. L’obiettivo oltre a formare un grande gruppo, era quello di provocare incontri, dove i genitori potessero condividere un’esperienza, conoscendosi, per uscire dalle loro solitudini.

Abbiamo ribaltato i termini offrendo uno spazio che fosse un’opportunità capace di appassionare, offrendo una possibilità di crescita insieme attraverso il fare, il racconto, le narrazioni, le relazioni, le elaborazioni, l’incontro e  l’ascolto.

Gli atelier e attività all’interno del centro sono state programmate per essere costanti e distribuite in momenti definiti durante l’anno, le ricorrenze che scandiscono la nostra presenza sono per noi solo un pretesto per andare oltre ed aprire mondi nuovi.

All’interno di questi appuntamenti pomeridiani di tre ore circa, i bambini accompagnati da genitori o da un adulto, possono accedere nello spazio atelier e starvi per il tempo desiderato.

Ogni giornata propone temi e materiali/esperienze differenti e i partecipanti sono chiamati a sperimentare, fare, dialogando, condividendo i materiali e i piani di lavoro.

L’attenzione non viene posta al prodotto ma al processo, dunque non si tratta di produzioni di lavoretti standardizzati, ma lavori che trovano la loro diversità nell’incontro con la singolarità di ogni partecipante.

Questo progetto, di dare un posto alla cultura e renderla accessibile a tutti, quest’anno compie il suo terzo anno, e di appuntamento in appuntamento le presenze sono aumentate fino a diventare un punto di riferimento e di ritrovo, un momento atteso e desiderato.

La buona riuscita del progetto si deve alla rete di relazioni costruita con le scuole, le famiglie, le insegnanti, i bambini, enti e istituzioni del territorio.

Un ringraziamento particolare, oltre ai miei collaboratori, va a CONAD, ai responsabili, direttori del centro, che hanno creduto e continuano a credere in questa avventura: dare un posto alla cultura per riaccendere il desiderio dell’incontro.

 

Scarica la presentazione del progetto:

LA CULTURA PRENDE POSTO_Presentazione